II° Simposio – Vela Latina: Quale futuro?

 

Porto Torres 10 maggio 2014 ore 10.45,

sono presenti:

Andrea Fiori, presidente Assovela Porto Torres

Salvatore Scopelliti, C.N. Calasetta;

Marcello Schirru, C.N. Calasetta;

Francesco Sannino, N.C. Sottovento Stintino;

Cicito Sechi, LNI Castelsardo;

Nino Meloni, C. N. Torres di Stintino;

Lorenzo Nuvoli, Assovela Porto Torres;

Gavino Simile, presidente Circolo la Prana P.Torres;

Antonello Marras, Compagnia delle Vele Latine di La Spezia e Ass. Vela Latina Alghero;

Paolo Zucchi, LNI Castelsardo;

Luigi Scotti, segretario dell’AIVeL;

Leonardo Secchi, Associazione Vela Latina Olbia;

Angelo Dettori presidente dell’Associazione Vela Latina Olbia;

per la stampa è presente Antonio Mannu

 

Dopo i saluti di rito, iniziano i lavori con l’introduzione di Lorenzo Nuvoli che evidenzia l’importanza dell’incontro dal quale dovranno scaturire alcune figure con le quali dialogare per realizzare in tempi ristretti un regolamento semplice, a costo zero, che riavvicini gli armatori alle regate. Nel precedente simposio erano stati evidenziati proprio i punti cardine sui quali lavorare:

-          netta suddivisione in due classi, una Regata e una Tradizione;

-          meno tecnicismo nei regolamenti;

-          diminuzione dei costi per tessere e spostamenti.

Verranno di seguito riportati gli interventi, non necessariamente cronologici, con le proposte o i rilievi degli intervenuti.

Cicito Sechi segnala che l’arrivo nella classe di barche particolarmente performanti hanno allontanato dalle regate quegli armatori che, per via delle loro barche tradizionale, arrivano al traguardo con notevolissimo ritardo e presi dallo sconforto rinunciano a continuare a regatare. E’ necessario quindi dividere le categorie.

Angelo Dettori individua i problemi fondamentale della crisi della VL non  solo nei regolamenti ma,nella crisi economica, nel mancato cambio generazionale e nella decadenza che naturalmente segue ad un periodo di massimo splendore, appare quindi normale che dopo la partecipazione di 100 barche nelle regate ci sia stata una flessione. Il nostro scopo ora è quello di risollevare le sorti della VL.

Antonello Marras riferisce di dissensi dovuti alla partecipazione nella stessa regata di barche con notevoli differenze strutturali, fattore che ha creato molto attrito tra gli armatori che sono quasi arrivati alle mani. Questi atteggiamenti sono deleteri per il movimento della VL e spingono gli armatori ad allontanarsi dalle regate.

Lorenzo Nuvoli chiede che il regolamento sia il più semplice possibile e soprattutto non gravi economicamente sugli armatori perché una colpa rilevante è da imputare ai costi divenuti nel tempo troppo elevati. Per contenere i costi si potrebbero invitare gli equipaggi da altri porti affidandogli un’imbarcazione del luogo. Lancia anche la proposta della sfide tra armatori superando gli abbuoni scaturiti dalle varie formule di rating.

Nino Meloni riferisce che comunque il regolamento stringente provoca l’allontanamento e porta ad esempio il Raduno dei 45 a Stintino con 25 barche iscritte e la settimana successiva il campionato zonale, sempre a Stintino, con solo 7 barche. Il motivo principale e da individuare nella partecipazione di barche troppo performanti che allontanano i regatanti tradizionali. E’ anche auspicabile una linea guida per il nuovo regolamento in maniera che si abbia un regolamento condiviso e quanto più omogeneo possibile.

Marcello Schirru sostiene che anche le altre classi stanno vivendo una crisi e in particolare le regate hanno avuto una flessione mentre stanno prendendo sempre più piede le così dette veleggiate o passeggiate dove il regolamento è meno ferreo, ma quello che è necessario è lo spirito e dobbiamo lavorare per uno spirito nuovo. Riferisce inoltre che la FIV non ostacolerebbe le veleggiate. AIVeL ha previsto nel suo regolamento le veleggiate senza particolari regolamenti.

Antonio Mannu non imputa la crisi solo al fattore economico e porta ad esempio le recenti veleggiate a vela Marconi di Stintino ed Alghero che hanno fatto registrare dalle 30 alle 50 barche iscritte al contrario delle 5 o 6 iscrizioni nelle regate federali. Il fatto di non dover per forza avere la tessera FIV e un regolamento meno stringente ha favorito l’aumento dei partecipanti. In particolare 50 universitari del progetto Erasmus sono imbarcati e questo potrebbe accadere per la VL ed avere il ricambio generazionale.

Lorenzo Nuvoli chiede che i club che organizzano le veleggiate accettino anche le tessere di altri Enti che sono paritetici alla FIV, perché, come si è sempre detto, se la tessera vale come assicurazione, in caso d’incidente, quella degli altri Enti di promozione sociale e sportiva ha lo stesso valore.

Salvatore Scopelliti ritiene che si dovrebbe ritornare allo spirito iniziale della VL quando a Stintino c’era un clima più amichevole, quello era lo spirito giusto, poi è arrivata la competizione e con questa i regolamenti che erano necessari per arginare i “furbi” che non dichiaravano correttamente i dati della barca. Dobbiamo essere coscienti che ci sono i regatanti e i partecipanti alle veleggiate e dobbiamo separarli, gli organizzatori dovranno prevedere premi per tutti.

Nino Meloni si auspica che all’interno della stessa manifestazione si possano svolgere le due competizioni: quella ufficiale con regole FIV e quella amatoriale con regole più blande, sostiene comunque che la FIV pretende le tessere anche per le veleggiate per tutti i partecipanti e non solo per l’armatore.

(A tale proposito ho visitato il sito della federazione ricercando la normativa sul tesseramento FIV 2014 ed ho scoperto che è obbligatoria la “tessera FIV per il diporto” per consentire la partecipazione alle veleggiate; non solo, la federazione ha anche previsto, nella sua attività promozionale, gli “avvisi di veleggiata” con tanto di regolamento fresco fresco di stampa. Riporto qui solo la parte finale :L’utilizzo improprio dell’attività velica del diporto a fini sportivo-agonistici (quali Campionati, circuiti in più prove che prevedano classifiche) sarà soggetto a provvedimenti disciplinari di cui al vigente Regolamento di Giustizia FIV…Alla faccia!!!!)

Cicito Sechi dice che per i circoli affiliati FIV è obbligatorio chiedere le tessere anche per le veleggiate e comunicare l’organizzazione della veleggiata e se non ti attieni ai regolamenti federali sei passibile di denuncia.

Lorenzo Nuvoli sostiene che, nonostante i palesati buoni propositi della FIV, la stragrande maggioranza degli armatori a vela latina non sopporta le imposizioni FIV e non vuole sottostare alle sue regole e non vuole tesserarsi, questa è la realtà che tutti conoscono e non dobbiamo nasconderci dietro un dito. La federazione ha seminato male e ne raccoglierà i frutti per la verità molto scarsi. Nelle prossime manifestazioni vedremo in mare 3 barche che fanno la regata e 40 che partecipano alla veleggiata, ciò significa che nella FIV c’è qualcosa che non sta funzionando bene.

Marcello Schirru dice che non è importante che ci siano solo 3 barche in regata, è importante che ci siano 43 barche in mare, questo è il risultato che ci aspettiamo. Se noi otteniamo questo risultato la federazione non avrà nulla da ridire, ma se questi 40 litigano non possono invocare i giudici o i regolamenti federali.

Luigi Scotti da quest’anno cercheremo di fare le due cose contemporaneamente vale a dire regata e veleggiata nello stesso campo. Abbiamo parlato con la federazione e ha detto che va bene. Potremo avere partenze differenziate anche di 5 o 10 minuti seguendo lo stesso percorso o la veleggiata potrà avere un arrivo differente, questo dipende dall’organizzatore.

Lorenzo Nuvoli: dopo tutti questi interventi che hanno sancito la divisione in due macro categorie, è arrivato il momento di stabilire con quale regolamento correranno. Per la regata non ci sono problemi perché esiste il regolamento AIVeL, per la veleggiata dovremmo inventarci un regolamento che metta d’accordo tutti.

Luigi Scotti :per quanto riguarda le norme di ammissione dovranno essere uguali per tutti si dovrà essere il meno restrittivo possibile per consentire la massima partecipazione. Per la regata va bene il regolamento AIVeL, per la veleggiata si potranno far valere le sfide tra armatori prevedendo le classi storiche.

Lorenzo Nuvoli: per risparmiare sui costi di trasporto si può prevedere che gli equipaggi si spostino in altri porti per partecipare alle manifestazioni con le barche locali che non hanno un equipaggio.

Antonio Mannu consiglia di prendere in considerazione l’aspetto scenografico dei raduni, così dovrebbero essere chiamati prevedendo all’interno la regata e la veleggiata, il ritorno d’immagine che la vela latina offre è notevole per i porti che ospitano queste manifestazioni, bisogna adoperarsi affinché nei raduni le barche siano ormeggiate tutte (possibilmente) nella stessa banchina, non far passare in secondo piano questo aspetto.

Marcello Schirru dice che la cosa più importante al momento sono le regole di ammissione che consente la partecipazione più ampia ma deve anche impedire che possano partecipare barche troppo estremizzate, soprattutto si deve garantire la tradizione e la storia della vela latina.

Luigi Scotti :appurato quali saranno le regole di ammissione dobbiamo stabilire le regole di compenso oppure cercare alternative alle regole di compenso. Ci sono diverse alternative: tempo reale per categorie assodate, oppure come fanno nelle varie Barcolane ecc. a metri di lunghezza sempre in tempo reale oppure a sfide tra armatori. Per me queste tre sono le strade percorribili.

 

In conclusione……

Si deve preparare un regolamento semplice che regola le veleggiate, da sottoporre al giudizio dei rappresentanti delle marinerie presenti al II simposio. Diventa necessario utilizzare i social network per comunicare creando un gruppo segreto utilizzabile solo dagli armatori rappresentanti.

Si assume l’incarico di redigere il regolamento Lorenzo Nuvoli.

 

Il simposio termina alle 13,10.

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