La riscoperta del "Lilina Madre" 
E' stato appena ritrovato, ormeggiato in un angolo del porto come fosse un relitto qualsiasi e non un patrimonio di grande valore storico, il leudo rivano Lilina Madre, probabile classe 1911, dalla lunga vita avventurosa, che va quindi ad affiancare il ristrettissimo numero di superstiti di questo tipo di barche da lavoro un tempo numerose lungo tutte le coste della Liguria. 
Varato come la maggior parte di questi scafi a Riva Trigoso (in uno dei numerosi cantieri della zona, non si sa ancora esattamente quale), da qui la definizione di rivano, all'inizio del secolo scorso, e destinato a trasportare vino lungo le rotte da e per la Sardegna, la Corsica e l'Isola d'Elba, è stato rasato e convertito in chiatta negli anni Sessanta. Di questa sua seconda vita il Lilina Madre porta tutti i segni, oltre che del lungo abbandono, pertanto necessita di un attento restauro che lo riporti alla forma originaria. Acquisito dall'associazione Detta dei Barbi, fondata da Alessandro Zamponi nel 1994, che ha sede al Molo Cagni e vanta una ricca biblioteca di testi di argomento marinaresco, il leudo verrà affidato per i lavori necessari ai cantieri Gardella che si stanno specializzando in questo tipo di recuperi, e poi utilizzato per scopi didattici. 
E' stato presentato l'altro ieri mattina al pubblico e alla stampa a Calata Boccardo, alato su un altro reperto, la gru galleggiante Maestrale che risale al 1915 ed è ancora funzionante. Utilizzata per costruire le corazzate della grande guerra è entrata orgogliosamente nel terzo millennio.

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