Bilancella Carlofortina 

Caratteristiche delle Bilancelle di Carloforte sono le forme slanciate e ben aperte delle ordinate;

Furono spesso impiegate per il trasporto delle merci tra la Sardegna e il continente e viceversa; quelle adibite al trasporto raggiungevano lunghezze comprese tra i 10 e i 12 metri e venivano anche denominate ‘Fregatine’.

Dopo il 1850 con l’inizio dello sfruttamento dei giacimenti metalliferi dell’Iglesiente, ebbero notevole impulso sull’isola le costruzioni navali di questa tipologia, che alla fine del secolo costituirono a Carloforte una flotta di circa 200 Bilancelle dalle 10 alle 20 tonnellate di portata, unitamente ad una ventina di battelli e ad una cinquantina di barche da pesca.

La bilancella o paranzella dagli 8 ai 10 metri di lunghezza era la  tradizionale barca usata per la pesca delle aragoste sull’isola di San Pietro e al di fuori dell’isola viene chiamata Carlofortina o Tabarkina.

Le sue linee sono molto filanti e la barca risulta essere molto veloce, anche perché in passato si doveva conquistare i migliori posti di pesca.

La sua origine è Ligure, e la sua principale caratteristica è la filante e slanciata prua Amaltigana (a violino).

Risulta completamente pontata, anticamente munita di vivaio e con un apertura a poppa per dare spazio di manovra al timoniere.

E’ l’unica imbarcazione Sarda riconosciuta come tale nella Enciclopedia Treccani: ‘Tipo di piccola nave da pesca a vela, impiegata nelle acque Sarde, specialmente nella zona di Carloforte, per la pesca delle aragoste: è perciò munita di un vivaio.’

La Vela Latina è sorretta da un albero vistosamente inclinato verso prua, come d’uso a S.Pietro ed in Liguria.

 

 

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